Kaiser Chiefs - Employment
11lug2008 Scritto in silenzio da G. D. alle venerdì, luglio 11, 2008 Etichette: Kaiser Chiefs, RecensioniStereophonics - Language Sex Violence & Other
Scritto in silenzio da G. D. alle venerdì, luglio 11, 2008 Etichette: Recensioni, Stereophonics
Out Of Control è stata riproposta nel tour del 2000, ma non aveva più ragione di essere, un pò come Daltrey e Townshend che oggi cantano "I Wanna Die Before Get Old": fuori luogo. Three è "tutto quello che la band di Dublino si è lasciata alle spalle". Forse era meglio non dimenticare.
Bryan Ferry - Dylanesque
Scritto in silenzio da G. D. alle venerdì, luglio 11, 2008 Etichette: Bryan Ferry, RecensioniPearl Jam - Vitalogy
Scritto in silenzio da G. D. alle venerdì, luglio 11, 2008 Etichette: Pearl Jam, RecensioniPearl Jam - Pearl Jam
Scritto in silenzio da G. D. alle venerdì, luglio 11, 2008 Etichette: Pearl Jam, RecensioniAltra recensione, estate 2006, ultimo disco dei Pearl Jam.
The Cult - The Cult
Scritto in silenzio da G. D. alle venerdì, luglio 11, 2008 Etichette: Recensioni, The CultAltra recensione, questa è del 2006...i Cult con l'album omonimo...quello col caprone...tanto per intenderci...
Mazzy Star - So Tonight That I Might See
Scritto in silenzio da G. D. alle venerdì, luglio 11, 2008 Etichette: Mazzy Star, RecensioniInziamo una breve "anthology" di vecchie recensioni...spero di ritrovarne parecchie. Riascoltare certi dischi, e rileggere certe idee a volte è davvero appassionante! :)

Hope Sandoval è una di quelle muse che raramente dividono la loro angelica essenza con noi comuni mortali. E quando lo fanno, lasciano un’impronta delicata, deliziosa come un sospiro notturno, uno di quelli che imprigionano la mente, e la pervadono sin quasi ad annullarla. "So Tonight That I Might See" è il secondo disco del duo californiano più cool dello scorso decennio, un disco strano, ammaliante, nato sotto il segno pallido e sfuocato dei Velvet Underground. “Lisergici” potrebbe essere l’aggettivo più idoneo a descrivere i toni vellutati e “ordinatamente caotici” di canzoni come Mary of Silence, uno “spettro” musicale di 6 minuti, in cui si sfiora la litania. Wasted è un etereo post-blues dalle tonalità stanche, così come la lenta e bellissima Blue Light, un viaggio senza partenza né arrivo, tra le onde di un mare sconosciuto, ma blu, come gli occhi e una luce.
La dolcezza della voce della Sandoval, dea post-moderna dei poeti mistici dei nostri tempi, domina ogni brano, tesse le trame di ballad meravigliose come la hit Fade Into You, la strappalacrime Five String Serenade e la Morrisioniana Into Dust, in cui riecheggiano le note opalescenti di The End e i passi silenziosi di una leggenda come quella di Jim e del suo deserto.
Le liriche, altrettanto esasperate da una poesia quantomai visionaria, sono permeate dalla stessa leggerezza delle note e si perdono, sussurrate tra suoni epici di poche corde, ammaliando come un canto di sirena, chi naviga nel loro mare.
David Roback (ex-chitarrista degli Opal) e la Sandoval hanno creato una trilogia mistica, di cui questo è il perno centrale, il più bello, il più psichedelico e “celestiale”.
“You go in shadows / You'll come apart and you'll go black / Some kind of night into your darkness / Colors your eyes with what's not there… Fade into you”
… giudicate voi…
Love Is Noise.
24giu2008 Scritto in silenzio da G. D. alle martedì, giugno 24, 2008 Etichette: The VerveRiprendere...qualcosa.
25apr2008 Scritto in silenzio da G. D. alle venerdì, aprile 25, 2008 Etichette: AfterhoursLuce del mattino Luce di un giorno strano
Pensavi di esser perso E cambia il tuo destino
Non sarebbe bello Non farsi più del male
Non sarebbe strano Se capitasse a noi
Anche il paradiso Può essere un’ inferno
Era tutto scontato Finché non sei caduto
Non sarebbe bello Riprendere Berlino
Non sarebbe strano Prenderla senza eroi
Non sarebbe bello Venire ad incontrarti
Senza avere paura Di non ritrovarci mai
Fuori dalla tua porta Fare la cosa giusta
Essere razionali Mentre ti gira la testa
Non sarebbe bello Non farci più del male
Non sarebbe eroico Non essere degli eroi
Non sarebbe strano Essere più leggeri
Non aver paura…
Se capitasse a noi
Se capitasse a noi
Se capitasse a noi
Se capitasse a noi
Da pochi istanti nella lavatrice...
22apr2008 Scritto in silenzio da G. D. alle martedì, aprile 22, 2008 Etichette: BaustelleEffettivamente è un sacco che non scrivo.Potrei dire qualcosa di nuovo ma mi riprometto di farlo nei prossimi giorni, stabilendo di riascoltare almeno un certo quantitativo di musica...chissà che non succeda qualcosa di bello! Ho visto i Baustelle a Modena, Bianconi sembrava ancora un dandy emulo di Jarvis anni '90...il concerto è stato bellissimo, l'atmosfera un pò meno, li ho preferiti di gran lunga nel lontano dicembre 2005 in quel piccolo locale di Sestri stipato e decisamente più figo. Per il resto, che c'è di nuovo? Beh ascolto ogni tanto le 2 tracce che il gentile signor Agnelli ci ha svelato del nuovo album degli After, Pochi Istanti Nella Lavatrice è davvero bella...ma trepidamente attendo l'uscita dell'opera...e so che non rimarrò deluso. La Vita va, continua a piovere e ad essere nuvoloso, e io non so se esser triste o meno. "Fingo di esser morto scrivo con lo spray sui muri che la catastrofe è inevitabile."
Mica sono stupido
se esisto a vanvera
coi maiali state chiusi voi(voi),fatelo
un disegno pennarelli di polvere
Mica faccio scandalo
se si drizza in pubblico
questo manganello e non c'è più (più)
un medico
se mi lavo solamente se (se) pagano
E il cielo è blu, lo dici tu
nessuno è blu nessuno più
non c'è (non c'è, non c'è, non c'è) la cura
Cristo Gesù mi salvi tu
la botta è blu dottori blu
mi fai (mi fai, mi fai, mi fai) paura
e il mondo guarda ed io non so
guardare il mondo e prenderlo
se sono triste non lo so,vivo
Mica mi capiscono
se descrivo i missili
quindici anni state chiusi voi (voi),fatela
una barca per andare in America
E il cielo è blu, lo dici tu
nessuno è blu nessuno più
non c'è (non c'è, non c'è, non c'è) la cura
Cristo Gesù non serve più
la botta è blu dottori blu
mi fai (mi fai, mi fai, mi fai) paura
E il cielo è blu, lo dici tu
nessuno è blu nessuno più
non c'è (non c'è, non c'è, non c'è) la cura
la notte si è nera qui
in quattro mi violentano
non ho (non ho, non ho, non ho) paura
e gira il mondo ed io non so
se sono un uomo oppure no
mi chiamo Sergio e come te vivo
Piccole distrazioni.
15feb2008 Scritto in silenzio da G. D. alle venerdì, febbraio 15, 2008 Etichette: Be Your Own Pet, Earth, Louis XIVBaustelle - Amen
12feb2008 Scritto in silenzio da G. D. alle martedì, febbraio 12, 2008 Etichette: BaustelleDirei che ormai è una liturgia. Direi che ormai è una consacrazione. I Baustelle hanno fatto un gran disco, e con "fatto" vorrei intendere proprio l'idea di "costruito", "realizzato", "concretizzato". Amen è un disco forse meno immediato della Malavita, ma più profondo, più ricco di ricerca, di passione. Un disco che cerca Dio in ogni brano, che pretende di dire qualcosa sul mondo, sull'Italia, sulla gente. E come un calderone, le parole bruciano immagini quotidiane di barboni alla stazione, delle puttane nella metropolitana, del piccolo Alfredino caduto nel pozzo, di Charlie inchiodato al suo banco. Sono le storie di un mondo mortale, che come un vecchio film neorealista dipingono quello che ognuno di noi può vedere, o pensare. Francesco Bianconi è un genio, è un dandy, un artista e un vero autore, uno che le parole le sa usare da esteta, un economista dell'arte, prevede la fine del liberismo e adora Baudelaire, che chiedere di più?
E che gli splendidi versi della traccia di chiusura vi facciano pensare :
"Sarebbe splendido. Amare veramente. Riuscire a farcela. E non pentirsi mai. Non è impossibile pensare un altro mondo.
Durante notti di paura e di dolore. Assomigliare a lucertole nel sole. Amare come Dio. Usarne le parole. Sarebbe comodo. Andarsene per sempre. Andarsene da qui. Andarsene così. "
Amen.
Brani migliori : Alfredo, Il Liberismo Ha i Giorni Contati, Colombo, Panico, Andarsene Così.
Forever Young
23gen2008 Scritto in silenzio da G. D. alle mercoledì, gennaio 23, 2008 Etichette: Heath Ledgerwords and music Bob Dylan
Lay down your weary tune, lay down,
Lay down the song you strum,
And rest yourself 'neath the strength of strings
No voice can hope to hum.
Struck by the sounds before the sun,
I knew the night had gone.
The morning breeze like a bugle blew
Against the drums of dawn.
Lay down your weary tune, lay down,
Lay down the song you strum,
And rest yourself 'neath the strength of strings
No voice can hope to hum.
The ocean wild like an organ played,
The seaweed's wove its strands.
The crashin' waves like cymbals clashed
Against the rocks and sands.
Lay down your weary tune, lay down,
Lay down the song you strum,
And rest yourself 'neath the strength of strings
No voice can hope to hum.
I stood unwound beneath the skies
And clouds unbound by laws.
The cryin' rain like a trumpet sang
And asked for no applause.
Lay down your weary tune, lay down,
Lay down the song you strum,
And rest yourself 'neath the strength of strings
No voice can hope to hum.
The last of leaves fell from the trees
And clung to a new love's breast.
The branches bare like a banjo played
To the winds that listened best.
I gazed down in the river's mirror
And watched its winding strum.
The water smooth ran like a hymn
And like a harp did hum.
Lay down your weary tune, lay down,
Lay down the song you strum,
And rest yourself 'neath the strength of strings
No voice can hope to hum.
Kathleen Edwards - Back To Me
11gen2008 Scritto in silenzio da G. D. alle venerdì, gennaio 11, 2008 Etichette: Kathleen Edwards, Recensioni
Kathleen Edwards è canadese, classe 1978, la sua storia è fatta di viaggi, di violino, dischi di Tom Petty, Bob Dylan e Neil Young, un passaporto che non può far altro che evidenziare il territorio in cui Kathleen si dovrà muovere: quell'America spoglia di sogni e ricca di misteri, fatta di fiumi, vaste pianure, foreste, deserti... Un lungo viaggio che ha l'unico scopo di ritornare a casa, che è dove è il cuore, che è nelle proprie radici, nella propria storia. Così la Edwards scrive un disco, il secondo della sua carriera, che sa di un ritorno a qualcosa di confortante e sereno, un disco deciso e consapevole, fatto di suoni e voci che ricordano la sua appartenenza alla scuola di alternative country americano e che allo stesso tempo vuole essere molto di più, andare oltre.
Back To Me, la title track è una sferzata di energia " I've got lights you've never seen / I've got moves I've never used / I've got ways to make you come back to me ", ben diversa dalle più riflessive Pink Emerson Radio, Away o Copied Keys, che forse risentono molto di più degli echi di Ryan Adams e soci. Il brano migliore dall'album l'ha scovato quel bravo regista che è Cameron Crowe, che si è servito di Summerlong per inserirlo nel discreto Elizabethtown con Orlando Bloom e Kristen Dunst. E Summerlong è la traccia che vale l'intero disco, solare e creativo, che lascia intravedere un buon futuro per la Edwards, con un nuovo disco in arrivo tra poche settimane. Io aspetto e poi saprò che dire...
Brani da ascoltare: Summerlong, Back To Me, Pink Emerson Radio, Copied Keys
Un testo:
one, two, three and I'm safe
count real slow to five
you couldn't keep me around if you tried
I know how to beat the rage
of my tender age
touch me once in the hall
but don't look back and don't call
There are some things I can hardly say
You've got me feeling a brand new way
Please don't let this be summerlong
I used to play this game
in the middle lane
pass them all on the inside
and don't get caught in a lie
There are some things I can hardly say
You've got me feeling a brand new way
Please don't let this be summerlong
Cuz I want to stay
All the nights and wasted time
trying to get my head to change its mind
all the talk of what it could be
when it never was
There are some things I can hardly say
You've got me feeling a brand new way
Please don't let this be summerlong
Please don't let this be summerlong
Cuz I want to stay
Sito Web: www.kathleenedwards.com